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Il city manager cos’è, qual è il suo ruolo, quale il suo incarico

di Alberto Berger – martedì 27/07/10

 

Mi piacerebbe chiedere alla gente di strada, cosa intende per “city manager”, visto l’annuncio a caratteri di spicco sui quotidiani locali.

Il Sindaco ha scelto “di sorpresa il city manager”, l’ing. Hemuth Moroder.

Persona validissima certo, ma il Sindaco ha sua prerogativa, la scelta è di “sua competenza” esclusiva.

Una scelta quindi gerarchica e politica, non solo tecnica.

Avrei preferito che si disegnasse una mansione, si definissero gli obiettivi, le priorità, i margini di azione e si chiarissero i costi.

Ne ho parlato diverse volte con il Sindaco Gigi. Le prime risposte furono che si cercava di utilizzare risorse interne, quindi di risparmiare costi.

Anche di recente ho scritto al Sindaco, in risposta ad un articolo su un quotidiano, che i costi devono essere valutati, come per tutte le consulenze tecniche, con un occhio agli obiettivi ed ai risultati aspettati.

Da consulente di direzione nel campo del gestionale e del tecnico/organizzativo, cercavo di spiegare che il mio ruolo è sempre quello di prospettare impiego di tecnologie, organizzazione e metodo, ma alla base di un progetto definito ed i ritorni sono e devono essere dimostrabili essere maggiori dei costi di consulenza.

Sono perplesso nel leggere come si è presentata questa nomina, da cosa è stata ispirata.

La vedo sempre ancora primariamente come una prerogativa di potere giocata, una scelta che ha del politico, una sfida senza parametri, dei costi senza metro di misura.

Avrei scelto con maggiore trasparenza, avrei lavorato su un progetto per la città, che non necessariamente doveva essere solo  della “maggioranza”.

Bolzano aveva già un progetto di “qualità” e cioè un piano strategico elaborato dal precedente city manager, Renzo Caramaschi.

Mi sarebbe piaciuto raccogliere i desideri dei politici, in termini di variazioni ed aprire un confronto con manager, degli organizzatori, dei tecnici che sapessero prospettare delle risposte.

All’ing. Moroder comunque gli auguri per un suo buon lavoro, l’essere stato scelto non è certo una sua colpa, ma una interessante sfida.

 

Alberto Berger – laboratorio Athesis

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