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Turismo sostenibile e mobilità dolce: realtà o utopia?

Tesi di Laurea della Dottoressa Elisa Berger – Introduzione

a cura di Carlo/Karl Berger – domenica 25/07/10

Turismo sostenibile e mobilità dolce: realtà o utopia?

 

Abbiamo annunciato con gioia che la nostra cara Annalisa (figli di Alberto e nipote di Karl/Carlo Berger) lunedì 19 luglio c.a. si è laureata nell’Università degli studi di Perugia – Facoltà di Economia – Corso di Laurea in Economia del Turismo e gestione dei servizi turistici – Sede di Assisi, sostenendo brillantemente la tesi “Turismo sostenibile e mobilità dolce: realtà o utopia? Il caso dell’Alto Adige”

            Considerata la particolare importanza che questi studi rivestono anche e specialmente per la nostra regione, siamo convinti di interpretare il desiderio degli “addetti al lavoro” che, in materia, operano nella nostra terra, accingendoci a pubblicare l’intero testo della tesi di laurea della, ora, Dottoressa Elisa Berger:

 

Turismo sostenibile e mobilità dolce . Realtà o Utopia?

Il caso dell’alto adige

Tesi di laurea della Dott. Elisa Berger

pp 5 e 6/60  Introduzione

            La sua prima parte (che è già stata pubblicata come allegato al testo di presentazione (con bella immagine) nella parte introduttiva del programma) recita

 

          Potremmo dire che il turismo oggi rappresenta una delle più importanti "industrie" al mondo ed è in costante crescita. È un fenomeno economico che, specialmente negli ultimi anni del secolo scorso, si è sviluppato enormemente, differenziandosi grazie alla grande crescita dei mezzi di trasporto, dei redditi e dei mezzi di comunicazione, che hanno indotto le società industrializzate a sviluppare nuovi bisogni. Grazie al turismo, molti paesi riescono a trovare i fondi necessari per mantenere intatti capolavori e monumenti storici e farli conoscere a tutto il mondo. Fare turismo è anche un modo per crescere, acculturarsi, conoscere altre civiltà e i loro stili di vita. Aiuta a far crescere il proprio bagaglio culturale, a provare nuove emozioni o esperienze.

          Da’altra parte però il turismo ha anche i suoi lati negativi. Le città sono sempre più affollate e invase da turisti nervosi e frettolosi grazie al turismo di massa. Pensiamo anche al turismo del sesso nel Sud-Est Asiatico o il turismo macabro, dove la gente trova piacere nel recarsi in posti di guerra o nei campi di concentramento e fotografare i massacri o scene macabre. Ma soprattutto, lo spostamento turistico crea inquinamento. Ed è questo l’argomento principale che affronterò nella mia tesi.

          Negli ultimi anni si è molto parlato di "turismo sostenibile" e "turismo responsabile", non solo sulle cronache economiche dei giornali, ma anche all’interno della comunità di studiosi di economia del turismo. Nella stessa mia regione, l’Alto Adige, sembra che questo modo di fare vacanza sia la nuova tendenza. Anzi, molti dicono che il Trentino Alto Adige è il paradiso terrestre per chi ama praticare turismo al contatto con la natura. Io mi sono chiesta però: è veramente così? Sta prendendo piede questo tipo di turismo? Siamo sicuri che i turisti sappiano il vero significato della parola turismo sostenibile e turismo responsabile? E poi, quali mezzi di trasporto vengono offerti in alternativa alle macchine, agli aerei? Quali agevolazioni vengono offerte a sostegno di questi mezzi?

          E’ su questi interrogativi che sostanzialmente si basa il presente lavoro di tesi, il quale prende in analisi il territorio alpino in generale, e poi come area più circoscritta, l’Alto Adige.

 

E continua poi:

 

Nel secondo capitolo invece parlo della rilevanza del turismo sostenibile nelle zone alpine, ripor­tando una delle più note Best practice e cioè quella del "Werfenweg" in Austria. A seguire analizzo il traffico nelle Alpi e come si può far fronte a questo problema secondo l'opinione di alcuni e­sperti.

Il terzo capitolo tratta i principali strumenti messi in atto per la tutela del territorio alpino e la promozione della mobilità dolce. Tra questi troviamo la Convenzione delle Alpi, Alps Mobility I e Alpine Pearls. Questi ultimi sono progetti di mobilità dolce abbastanza recenti, che sono stati attivati nel territorio alpino.

Nella quarta parte, e quella più importante, la mia attenzione si concentra sul posto in cui vivo: l'Alto Adige. Dopo una breve descrizione di alcuni progetti di mobilità dolce in questa regione, descrivo i flussi turistici nelle valli prima e dopo l'inserimento di questi progetti di mobilità dolce e analizzo gli scostamenti. Il quinito e ultimo capitolo si concentra sul questionario somministrato a 100 turisti.

Nella parte finale vengono riportate diverse considerazioni e conclusioni circa il fatto se il turi­smo, almeno in Alto Adige, sia una realtà o ancora un'utopia e cosa si potrebbe fare per migliora­re la situazione,. Spero non tanto di aver trovato una giusta risposta, ma di essermi posta le giuste domande per poter offrire un utile contributo al dibattito che su questo tema si sta svolgendo nella mia regione.

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