Si può paragonare a una sezione longitudinale di un albero., il quale si innesta sulla A1, autostrada del Sole, a valle di Campogalliano e a monte di Modena.
La piattaforma autostradale da Modena a Verona, il tronco più ampio. è larga complessivamente 33 metri. Costituita da due carreggiate, ciascuna di 7,50 m, con due corsie di marcia, rispettivamente verso nord e sud, di 3,75 m ognuna., una banchina laterale(pista di emergenza) di 2,50 m. e una banchina spartitraffico di 12 m. Da Verona a Bolzano la piattaforma è larga 24 metri complessivamente: ha due carreggiate da 7,50 metri, ciascuna costituita da due corsie di marcia di 3,75 m. e una aiuola spartitraffico di 3 metri e due banchine laterali di sosta o pista di emergenza di 2,50 metri..Anche sui viadotti tra Bolzano e Brennero si è provveduto all’adozione della banchina di sosta.
Il tratto più difficile da costruire è stato, indubbiamente, quello tra Bolzano e il Brennero, di 85 km, con circa 30 km su viadotto e oltre 6 km in galleria nel rispetto di particolari condizioni geologiche.. L’andamento del tracciato autostradale da Brennero a Bolzano si presenta con raggi di curvatura minimi di 500 metri; da Bolzano a Modena il raggio di curvatura minimo è di 1.000 m.
Di conseguenza la velocità - base di progetto da Bolzano al Brennero è di 120 km/ora,; quella pratica consentita di 100 km/ora;
e la velocità di progetto fra Modena e Bolzano è di 160 km/h; quella consentita dal Codice stradale è di 130 km/h
Il progetto esecutivo fu elaborato dagli ingegneri Gentilini, Bruno e Lino, con l’ausilio di un centinaio di collaboratori raggruppati nella S.E.P.I(Studi Esecuzione Progetti Ingegneria)
La progettazione, iniziata nella seconda metà del 1963 venne completata, per tronchi, entro la metà del 1964(escluso il tratto per l’attraversamento di Bolzano)
Di norma nessun veicolo può sostare o anche fermarsi lungo l’autostrada, fuorché nella aree di servizio o di sosta. In caso di avaria o malore del conducente o dei passeggeri, il veicolo può fermarsi sulla corsia di emergenza; in questo caso si puòchiamare soccorso per il tramite della colonnina SOS, mettere in funzione la segnalazione di emergenza e disporre a distanza di sicurezza il triangolo. E’ bene sapere che la corsia di emergenza non può essere occupata oltre lo stretto necessario. Se si è costretti, per un guasto, a fermarsi sulla corsia di emergenza, è bene che il guidatore, prima di controllare le cause del guasto, collochi il triangolo di pericolo a non meno di 50 metri dal veicolo. Prima di uscire dall’abitacolo della vettura per compiere tutte queste operazioni è essenziale( non soltanto consigliabile) che si scenda dagli sportelli di destra, che si resti per quanto possibile al di là del guardrail(specie se la zona di sosta è preceduta da una curva), che qualsiasi intervento sul veicolo(cambio di ruota, controllo del vano motore e così via) sia fatto rimanendo il più possibile vicino alla barriera metallica.
Quanti incidenti, taluni mortali, si sono verificati per non avere osservato questi accorgimenti.
In particolare in carreggiata sud, tra Bolzano e Ora.
Considerato che la sagoma trasversale degli autocarri medi europei, ammessa, è di 2,50 metri,
tanto quanto la pista di emergenza. originaria, di 2,5 m , ai fini della sicurezza , si è stabilito che detta pista di emergenza sia ampliata, almeno fino 3 metri. L’Autobrennero responsabilmente sta a ciò provvedendo, riducendo l’aiuola spartitraffico, senza sottrarre minimamente ulteriore terreno alla campagna circostante. La corsia di emergenza deve essere lasciata libera per permettere l’accorrere dei mezzi di soccorso..
Ora si legge, con sorpresa, sul quotidiano Alto Adige che il consiglio regionale ha approvato una mozione , firmata dai Verdi, Dello Sbarba, Heiss e Bombarda contro la terza corsia in autostrada fino a Bolzano,” riguardante anche la formula della terza corsia dinamica”.da usarsi in caso di traffico intenso per fluidificarlo, secondo il presidente della giunta regionale.
. Ma è consentito ciò dalla legislazione vigente? E dove transiterebbe l’automezzo di soccorso(ambulanza, vigili del fuoco), in caso d’incidente? Questa cosiddetta”corsia dinamica” non è una terza corsia, vera e propria, di marcia, ma è una pista di emergenza adeguata ai fini della sicurezza e deve essere lasciata libera. Si esca, una volta per tutte, da siffatto equivoco e/o ambiguità.
Riprendendo la similitudine dell’albero, a Verona si biforcano due grossi rami dell’albero – autobrennero, uno verso ovest e uno verso est, formati dalla Serenissima, autostrada Brescia – Padova.
A Trento si diparte, a ovest, un ramo verso il lago di Garda(Riva) e, verso est, un altro ramo della Valsugana; più a nord, a San Michele all’Adige si sviluppa il ramo della Val di Non e Val di Sole, verso ovest. Più a nord, a Egna – Ora, si diparte, verso est, il ramo Val di Fiemme e Val di Fassa. A Bolzano, a ovest, si innesta la strada a scorrimento veloce, MEBO,(Merano – Bolzano). Dopo una trentina di chilometri, a Chiusa, si diparte, verso est, il ramo della Val Gardena; a Bressanone si innesta, a est, il ramo della Val Pusteria; poi lambendo Vipiteno il tronchetto dell’autobrennero sale, verso nord, per circa 16 Km fino al Passo del Brennero a 1.375 m di altitudine, per congiungersi con l’”Autobahn” austriaca.
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Altro paragone che più si addice a un’autostrada è che essa è come un fiume.
Come le sorgenti del fiume Isarco, il quale viene scalcato d’un balzo dal viadotto di Colle Isarco, lungo 163 metri, con campate che superano cento metri di altezza. Ad esso si accede scendendo sul lungo viadotto di Ponticolo, sulle cui campate vennero effettuati, all’inizi degli anni Ottanta, i primi interventi di manutenzione straordinaria per il ripristino con la tecnologia del P.I.C (Polymers Impregnate Concrete), know – how tecnologico di avanguardia,
A valle di Vipiteno, l’Isarco, con una portata consistente per i contributi dei corsi d’acqua lungo la Val di Fleres, Valgiovo Racines Ridanna, in destra orografica e a sinistra Val di Vizze( località, Monte Cavallo compreso, frequentate durante i mesi invernali da amanti dello sci, in prevalenza italiani): A valle della Stazione autostradale di Vipiteno il fiume Isarco, è sorpassato dai ponti Medres, Mules; il bacino di Fortezza è sorpassato da un viadotto, le cui fondazioni delle pile si trovano a oltre sei metri dal fondo, per il cui scavo si è ricorso all’azoto liquido a 230 gradi sotto lo zero al fine di congelare l’acqua circostante.. Nei pressi di Bressanone si immette nell’Isarco, in sinistra orografica, la Rienza, la quale percorre la Val Punteria; confluiscono poi nell’Isarco, sempre sulla sinistra, a monte di Chiusa il rio della Val di Funes e a Ponte Gardena il rio che percorre Val Gardena; a monte di Bolzano a Prato all’Isarco il rio che proviene dalla Val d’Ega.. Tutte località turistiche. A valle di Bolzano il fiume Isarco confluisce nel fiume Adige. Lungo il quale l’autostrada del Brennero corre fino a Verona. Nei pressi di San Michele si immette, sulla destra, nell’Adige il torrente Noce, che percorre la Val di Sole e la Val di Non, E, poco più a valle, nei pressi di Lavis, confluisce nell’Adige il torrente Avisio, che percorre la val di Fassa e la Val di Fiemme. A Trento si immette, sulla sinistra, il torrente Fersina, che percorre una parte della Valsugana. A valle di Mantova l’autostrada de Brennero scavalca con un lungo ponte il fiume Po, per immettersi, dopo un percorso di oltre 313 km, nell’autostrada A1 – autosole.
Come la portata di un fiume aumenta scendendo verso valle così aumenta il volume del traffico, paragonabile alla portata dell’acqua , e richiede, in prospettiva, la necessità della presenza di tre corsie di marcia, da ricavarsi nella banchina spartitraffico attuale, prevista con lungimiranza all’atto della progettazione. Per il resto, per ora, sono sufficienti due corsie di marcia.
Riferendosi alla similitudine dell’albero, la linfa può alimentare la vegetazione, la distribuzione del traffico, commerciale e soprattutto turistico, proveniente dal sud, da Modena fino a Bolzano sud.
Dal confine del Brennero al raccordo di Modena nord l’autostrada, paragonata a un fiume può consentire collegamenti con le zone attraversate, dischiudendo “porte” verso suggestivi itinerari turistici e verso importanti direttrici commerciali, quasi sicuramente a valle di Bolzano. Assai precarie sono le condizioni autostradali, da Vipiteno a Bolzano, per la presenza di punti cruciali, viadotti –ponti e gallerie, movimenti franosi che potrebbero interrompere, in modo imprevisto, il traffico. La cui capacità è condizionata , in partenza dal flusso dall’origine.
Si apprende or ora, domenica 11 luglio 2010, che la linea ferroviaria tra Innsbruck e Bolzano verrà chiusa nel 2012 al fine di risanare binari e sottofondo per 32 chilometri e che di conseguenza, si prevede un aumento del volume di traffico sia merci sia passeggeri sull’autobrennero. Il quale richiederebbe la presenza di una terza corsia di marcia, impossibile da attuarsi per la presenza di viadotti – poni e gallerie. Anzi si prevede che una delle due corsie di marcia di ogni carreggiata, verso sud e verso nord, si ridurrà, molto probabilmente a una sola, nel tratto, pure di 32 km, tra Chiusa e Bolzano sud, allo scopo di effettuare i necessari lavori di manutenzione straordinaria, come già rilevato in altre note.
Di conseguenza si ravvisa come sia necessarioi, fin d’ora, predisporre un provvedimento contingibile e urgente, al fine di rendere percorribile la strada a scorrimento veloce, Vipiteno – Valgiovo – galleria di 5,5 km. circa sotto il Giovo – Val Passiria – Merano – Bolzano, MEBO, tenuto conto che trattasi di una”scelta” socio –economica e politica, che sottende tutto il settore autostradale in Italia e internazionale in Europa. E’ un tratto di “arteria primaria”, come l’aorta, destinata a consentire una corrente di circolazione più fluida, più rapida e più sicura. Una malaugurata interruzione dovuta a cause imprevedibili( movimenti franosi…) sarebbe veramente”una catastrofe” come annunciato per la chiusura della ferrovia tra Innsbruck e Brennero
La strada è come un fiume e il paragone richiama quanto scrisse il poeta brasiliano Aylton Gonzalves sull’autostrada che attraversa l’America del Sud:
“la strada è come un fiume/rende fertile la terra,/ fa nascere il pane, la poesia/ e stimola l’uomo/a fare sempre un passo in più./ Come un fiume,/ raramente/lascia tracce delle lotte vinte/ per giungere alla méta./Ma poco importano queste tracce./L’essenziale è, per l’acqua, avanzare/ e, per l’uomo, sentire/che sempre esiste/ un cammino di libertà/davanti a lui”
L’autostrada del Brennero ha congiunto, per la via più diretta attraverso le Alpi, la rete autostradale italiana a quelle austriache e germaniche.
Costituisce inoltre un segmento della lunga autostrada paneuropea”E6”, che dalla Scandinavia attraversa l’Europa centrale e si conclude a Reggio Calabria.
Un collegamento essenziale che, nel contesto di tutta la viabilità europea, ha un ruolo primario, che deve essere responsabilmente mantenuto funzionante in sicurezza..
Renzo Segalla
renzo.segalla@virgilio.it...