Lettera di risposta a Michaela Biancofiore : “le civichine e le schegge impazzite”
di Alberto Berger – domenica 11/07/10
Cara Michaela
con tutta la buona volontà di costruire nel centro destra una vera politica basata su valori e programmi, che dia il significato di un percorso costruttivo ed attiri ed appassioni gli elettori, dobbiamo però onestamente anche riconoscere che la mancanza di unità nel Centro Destra non dipende principalmente dalle “civichine” sorte o dalle “schegge impazzite”.
La mancanza di unità e costruzione interna dipende spesso anche dall’impossibilità di condividere la lotta tra fazioni ed anime diverse del Centro Destra, come unico tema quotidiano nella vita dei partiti.
Le ultime vicende elettorali lo hanno dimostrato: gli elettori che hanno votato sono pochi e certamente quei pochi sono venuti a sostenere “le squadre dei partiti” allo stadio della politica, quelle squadre alla ricerca di una rivalsa per il proprio leader, quasi come “i ragazzi della via Paal”.
Ma comunque la partecipazione non è stata della massa dei votanti.
Dall’altra parte il mondo tedesco si pronuncia sempre più compatto, per non perdere quelle prerogativa che comunque riconosce di aver conquistato, nonostante anche qui inizino a cedere degli argini.
Non c’è dubbio che andare a sostenere la SVP nel governo delle nostre città e paesi, attraverso gli eletti di piccole liste, può deludere, può essere visto come interesse personale, ma ciò avviene anche proprio per questa mancanza di concentrazione verso la necessità di costruire, non tanto “liste unitarie”, ma dialogo costruttivo interno nei nostri partiti.
E’ un percorso difficile, perché occorre rifondare le motivazioni di un dialogo, ma anche spostarsi su un terreno dove le battaglie e i personalismi vengano cancellati.
Dobbiamo ritrovare le motivazioni per una comune costruzione di un orizzonte politico dove ci si possa riconoscere parte nella costruzione e nel sostegno.
Da parte nostra, come Lista Athesis, non c’è stata battaglia sulle persone nel Centro Destra, ma solo proposta di visioni politiche per “la nostra terra lungo l’Adige e tra i monti”, con un tentativo di fare politica con un linguaggio nuovo e costruttivo.
Anche gli elettori hanno però un ruolo e se rinunciano a votare, se ritengono ormai la partita persa, essi non aiutano il cambiamento. Senza gli elettori o con elettori assenti, anche la politica perde di valore ed implode.
Ed allora da che parte si ricomincia?
Si demonizzano i leader politici rimasti, o ci si rabbocca le maniche, si arricchisce di presenza la politica, si porta un contributo, con la certezza di riuscire a cambiare?
Se non crediamo in ciò, se rinunciamo, non possiamo criticare nessuno, perché siamo noi, con il nostro assenteismo a legittimare tutto.
Alberto Berger – laboratorio Athesis