A22: ipotesi di proroga come alternativa alla gara
di Renzo Segalla – venerdì 02/07/10
Motivazioni che giustificano la proroga: le caratteristiche peculiari dell’autostrada del Brennero, in particolare, nel tratto fra Bolzano sud – Chiusa, aperto al traffico e con esso tutti i 313 km, l’11 aprile 1974.
Il tronco è costituito dal viadotto che attraversa Bolzano, il ponte di Cardano che scavalca, 160m,
il fiume Isarco, la ferrovia e la strada statale n. 12( Abetone – Brennero), il viadotto “Micheletti”, il viadotto Campodazzo, la galleria omonima, la galleria di Castelrotto, in frana. Nel periodo, dall’apertura ad oggi, consta che si sono eseguiti interventi riguardanti principalmente i giunti di dilatazione, oltre a quelli di ordinaria manutenzione della pavimentazione. Interventi di straordinaria manutenzione sono stati effettuati sui pozzi e pile del viadotto”Micheletti” che già negli anni Ottanta presentavano dissesti allarmanti, in particolare dalla pile 6 alla pila 12, segnalati allora dal compianto ing. Ernesto Begher, responsabile della tratta Trento –Brennero, al direttore tecnico ing. Renzo Segalla, all’atto della consegna.
Il successivo direttore tecnico, ing Konrad Bergmeister, dimessosi per assumere il gravoso incarico di amministratore delegato del Tunnel di Base Brennero per conto dell’Austria, ha reso noto per mezzo stampa che le strutture portanti dell’impalcato dei viadotti sopra elencati avevano urgente bisogno di interventi di manutenzione straordinaria, se non addirittura di essere sostituiti.
Negli anni 1981-82-83 i veicoli medi giornalieri passeggeri, che transitavano sull’autobrennero, erano circa 12 mila e quelli merci circa 6 mila. Successivamente la percorrenza è aumentata fino alla saturazione per le autovetture e anche per il veicoli industriali.
Ora è doveroso rilevare che il traffico degli automezzi pesanti, con il “martellamento” di decine di milioni di colpi l’anno, esercita sui viadotti – ponti sollecitazioni che si valutano intorno a quattro volte superiori a quelle di progetto, a causa degli eccessi di velocità e di carico.
A contrastare questo fenomeno, negli anni Ottanta, per i viadotti da Vipiteno al Brennero(Ponticolo) e da Vipiteno fino a Fortezza(Medres, Cave di Fortezza) furono effettati interventi ricorrendo a sistemi tecnologici all’avanguardia, uno know - how tecnologico, mai fino allora adottato da altre autostrade italiane .Sui viadotti –ponti vennero quasi completamente eliminati i giunti, motivo di fastidiose e dannose vibrazioni; le solette vennero ricoperte con lastre di calcestruzzo impregnate di polimeri(PIC) in modo da risultare inattaccabili dalle soluzioni saline e nel contempo aumentare la resistenza ai maggiori carichi dei moderni autoveicoli. Soddisfacendo così le esigenze della massima sicurezza , della funzionalità.
Necessariamente l’arteria deve essere mantenuta sempre in buona efficienza, con ogni tempo di stagione, con tutto il suo corredo di gallerie e viadotti – ponti.
Sicurezza e mobilità richiedono una rete viaria sempre al passo con i tempi e anche se questi prevedono un riequilibrio dell’intero sistema del trasporto e del traffico nazionali, utilizzando di più la ferrovia, la nave, struttura portante rimane, però, l’autostrada.
L’autostrada è diventata fattore essenziale di sviluppo non tanto perché è servita e serve ad accorciare le distanze territoriali, ma perché ha fornito supporti, integrazione, sevizi ai grandi processi economici e quindi sociali e istituzionali. Entrata nel tessuto del Paese, oggi l’autostrada affronta altri problemi più impegnativi e più difficili: garantire la mobilità nella sicurezza. Ci vorranno quindi soluzioni tecniche avanzate per evitare, code, rallentamenti, in particolare durante gli inevitabili provvedimenti di manutenzione straordinari, specie nel tratto Bolzano – Chiusa. Il quale potrebbe essere sollevato dal traffico pesante, deviandolo verso Merano – attraversando il Giovo con una galleria di circa 5 km, a pedaggio, accorciando il tragitto di quasi 10 km. , così come proposto dall’ing. Norbert.Wackernell.
Occorre ricordare che contro l’originario progetto de Unterrichter – Gentilini che prevedeva, come avvenne, il passaggio dell’autostrada del Brennero lungo la valle dell’Isarco, si schierarono i sostenitori di un diverso percorso via Vipiteno, passo Giovo, Merano. Il Comune di questa città, comprensibilmente interessato a un diretto allacciamento autostradale, incaricò l’ing. Norbert Wackernell di studiare un progetto di variante, seguendo il percorso Vipiteno, galleria sotto il Giovo – Val Passiria – Merano – Bolzano.
Oggi che la strada a scorrimento veloce Merano – Bolzano(Mebo) è costruita, grazie anche al sostanzioso contributo della Società per az. Autobrennero, e funzionante da circa vent’anni, il problema torna di attualità, al fine di aver a disposizione un’arteria per gli autoveicoli merci pesanti, e così alleggerire i viadotti da Bolzano – Chiusa, destinandoli alle sole autovetture, durante gli indispensabili lavori di manutenzione straordinaria, con interventi di miglioramento e rinnovamento delle strutture.
Questa possibilità consente una maggiore integrazione dell’asse autostradale con il territorio attraversato, quindi, la resa di un servizio alla collettività. che serva a agevolare il formarsi di situazioni di adeguato sviluppo utile e opportuno. Tali opere di collegamento, per loro natura, apportano lavoro, industria manifatturiera, agricoltura, commercio, turismo. Cardini economici che necessitano di infrastrutture, fra cui le stradali si collocano al primo posto. Il tutto concorre alla costituzione del reddito, lavoro. occupazione. Tutte le infrastrutture dovrebbero sempre essere in grado di adeguarsi per rispondere alle esigenze di sviluppo, specie in tempi di rapida evoluzione tecnologica.
L’interscambio turistico ha nella rete autostradale nazionale e europea lo strumento più frequentato per gli spostamenti di massa. L’attività turistica per oltre l’80 per cento si muove su strada: dove c’è una strada arriva il turismo con i suoi benefici effetti. La tecnologia al servizio dell’utenza, per autostrade sempre più sicure, più collegate, sempre più in grado di rispondere in termini di emergenza e ai compiti di manutenzione. In chiave economica il rinnovamento tecnologico ha comportato per il complesso nazionale l’impiego di risorse ingenti, consentite dagli introiti dei pedaggi. La rete autostradale nazionale costituisce il principale cordone ombelicale che ci unisce all’Europa e il tratto Bolzano- Chiusa ne costituisce una parte vitale.; ogni singolo tronco ha le sue specificità. L’autostrada del Brennero unisce il valico alpino, nonché il terminale della “Brenner-Autobahn”austriaca all’autostrada del Sole(A1) con un percorso di notevole interesse turistico
Dalle gelide coste dell’alta Norvegia a quelle solatie della Calabria scorre la “E6”, di cui l’autobrennero è l’anello di collegamento essenziale, di cui, però, il tratto Bolzano – Chiusa – Vipiteno è il più vulnerabile. I problemi cruciali che preoccupano possono essere sintetizzati in tre:
condizioni precarie del viadotto “Micheletti”, delle gallerie di Castelrotto, da ricostruirsi in profondità, oltre la massa franosa(studi ing. Pietro Lunardi, già ministro delle infrastrutture), i movimenti franosi da Cardano, Campodazzo, Fortezza, Mezza Selva(rio Inferno). E’ una spada di Damocle che oscilla sul tratto di autostrada e anche sulla strada statale 12, da Bolzano a Vipiteno.
Nel caso di malaugurata evenienza che per il verificarsi di uno di questi fenomeni venisse interrotto il traffico autostradale e della strada statale, come già accaduto, per lunga durata, verrebbe pregiudicato il regolare scorrevole traffico in continuità. E’ necessario provvedere fin d’ora a dotare questo tratto di arteria di un “by- pass”. Esso può essere costituito dalla Mebo –Val Passiria –gallerie sotto il Giovo – Vipiteno. Strada a scorrimento veloce delle caratteristiche tecniche non molto dissimili da quelle dell’autostrada del Brennero, la quale da Bolzano al Brennero è stata progettata per una velocità di progetto, che consente una velocità pratica di 100 km/h, come la Mebo, alternativa e nuova linfa, se a pedaggio, come l’Anas che intende applicare il pedaggio sulla Roma - Fiumicino.
Da quanto sopra esposto se ne deduce che soltanto la Società che ha acquisito questo patrimonio di conoscenze in relazione ai luoghi attraversati può garantire, anche per il futuro, un esercizio sicuro, operando nei punti più delicati del corpo autostradale, in continuità, con una necessaria proroga.
Osservazioni inerenti al diritto dell’Unione europea: esso è volto alla regolamentazione della competenza degli Stati membri e delle imprese – Società ai fini di una concorrenza efficace(con risultati) e funzionale. Trattato negli articoli 3 , 81, 82, 86 e 89(Stati membri) TCE e nei R1/03
139/2004 che disciplinano i contratti anche nel settore trasporti, con particolare riguardo agli effetti positivi per una eventuale non applicazione. -
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