Rilancio
di Renzo Segalla – venerdì 25/06/10
Rimembranze: Bella Italia, amate sponde…paesisticamente parlando. Altrettanto, e a maggior ragione, si può dire dell’Alto Adige, terra athesis, lungo l’Adige/das Land an der Etsch und im Gebirge.
Ma. politicamente? L’Italia non si mobilita più e neppure l’Alto Adige, parte settentrionale dell’Italia. Sempre più forte la disillusione e l’estraneità alla partecipazione alla vita pubblica. Cresce la sfiducia nei partiti. Cresce un’alterità sempre più pronunciata nei confronti dei politici e del loro modo di affrontare le vicende legate alla res pubblica.
Già i segnali di disaffezione si sono manifestati evidenti nella partecipazione, anzi nella non partecipazione, vale a dire nell’ astensione (30 – 40%), alle recenti elezioni regionali e comunali a Bolzano. I pesanti segnali di crisi economico – finanziaria sono chiaramente recepiti da quasi tutti gli italiani, altoatesini esclusi. Infatti il presidente della Camera di Commercio, Michl Ebner rileva:”siamo più ricchi, facciamo più vacanze( del resto) degli italiani/I bolzanini non rinunciano alle ferie.”
E i casi di corruzione, di malaffare, di possibile Tangentopoli nostrana, lasciano segni indelebili di progressivo calo di fiducia in quasi tutti gli uomini politici nazionali, altoatesini compresi. Seppur in minoranza e di basso profilo, incapaci o arroganti di fronte a una mini – corruzione , come quella verificatasi all’Istituto Ipes.
La gente sta a guardare una situazione che le appare irritante. Poco sembra smuovere la gente dalla accettazione supina dell’esistente. E’ presa da sconforto, disamore, disaffezione, insofferenza, indifferenza, apatia, da una specie di qualunquismo, di fronte a questa politica e politici nostrani.
Nessuna fiducia neppure nelle forze oggi all’opposizione:.la Lega si”slega”: Kurt Pancheri, già segretario, lascia e si iscrive a Milano, Paolo Bassani, transfuga dal Pri e prima da altro partito di destra, viene espulso per volontà Divina Sergio, commissario regionale; Elena Artioli, pure transfuga dalla SVP, pur essendosi dichiarata di appartenenza italiana, sta pensando di ritornare a sedere sui più comodi scranni provinciali; resta sola Maria Teresa Tomada, pure lei transfuga dal Pdl( ex AN).
Cattolici senza politica e politica senza cattolici. Il dramma è la sfiducia e persino il disprezzo per la politica Questo distacco impoverisce la politica, perché le fa mancare una delle forze morali che hanno fatto grande il periodo della ricostruzione, dopo la seconda guerra mondiale. In quei decenni il mondo cattolico non soltanto offrì personalità come Alcide Degasperi, Amintore Fanfani(Ina –Case per la massima occupazione operaia), La Pira, Aldo Moro, …, ma una schiera di militanti generosi motivati, onesti… e anche un patrimonio di idee e speranze che si incontravano con quelle di altri partiti, socialista, liberale, repubblicano, nell’obbiettivo comune di rendere più libera, serena e dignitosa la vita dei cittadini. Il distacco dall’impegno politico e sociale rinchiude i cittadini in una mentalità privatistica, egoistica, priva di virtù come la”carità”(amore) politica e l’amicizia civica, così come viene richiesta ai cattolici per uno sviluppo, in conformità ai dettami dell’enciclica Caritas in Veritate del papa Benedetto XVI.
Il nostro vescovo, Karl Golser, esorta a cambiare stile di vita, più sobrio. Implicitamente tale invito si può estende a un cambiamento di stile nella presenza dei cattolici, altoatesini, nella società. Più formazione delle coscienze, più cultura, più testimonianza. In questo senso si adopera anche l’UCID (Unione cristiana imprenditori dirigenti)
Il fermento cristiano si riscontra, perciò, in associazioni, come questa, gruppi, centri di cultura (Dante Alighieri), opere di testimonianza, riviste.
Occorre, però, cambiare e ridare alla società e alla politica quell’”anima” che le manca. Basterebbe ristabilire il dialogo tra queste realtà e la politica, per”rilanciare” una presenza cristiana e laica, fatta di”sale e lievito”.
Ciò richiede, ovviamente, coraggio, impegno, entusiasmo che il movimento storico – culturale politico àthesis finora, si può dire con orgoglio athesino, non ha lesinato.
Renzo Segalla
renzo.segalla@virgilio.it