Riflessioni: “La Padania non esiste” ha sostenuto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, il giorno dopo la manifestazione di Pontida; capitale simbolica della Patria”padana”. Patria immaginaria dai confini indefiniti. Come “invenzione”; operazione di marketing elettorale.
Gianfranco Fini ha pronunciato la sua critica, intervenendo a un seminario sul tema:” Patriottismo repubblicano e Unità d’Italia”. Divenuto un tema centrale dell’agenda politica, proprio in vista del
150esimo anniversario. Il cui avvio delle celebrazioni gli esponenti della Lega, ministri compresi, hanno disertato, adducendo che è tempo perso, sottratto all’impegno nel tessere la tela del federalismo.
Paradosso. La Padania, invece, diventa un mito. Un rito di celebrazione una volta l’anno.
L’antagonismo contro Roma, la lotta contro lo Stato centrale, contro l’Italia.
Richard, il Principe von Metternich – Winneburg, diplomatico austriaco, ambasciatore a Parigi, animatore della Santa Alleanza tra Russia, Austria e la Prussia, unione, firmata a Parigi nel settembre 1815, tra i sovrani delle potenze, Inghilterra non aderente, in pratica, per darsi reciproche garanzie, ispirandosi alla religione, contro i diritti e la libertà dei popoli, asserì essere l’Italia una”pura espressione geografica”
“Abbiamo fatto l’Italia, ora bisogna fare gli italiani” ebbe a dire Cavour.
Lungo il Po e nelle aree contermini che gravitano sul fiume, la Lega assume, oggi, il ruolo di attore politico e anche culturale.
Il “lancio” della Padania avvenne tra il 1995 – 96, dopo la fine burrascosa dell’esperienza di governo con Berlusconi. Allora la Lega smise di parlare di federalismo, come facevano tutti.
Cominciò a rivendicare prima l’indipendenza e poi la secessione. Al fine di smarcarsi e posizionarsi là dove nessuno la potesse raggiungere. Allora nacque la “Padania”. La quale si considerò una Nazione. Diversa dall’Italia. E quindi ad essa alternativa.
In nome della Padania, Bossi e la Lega trionfarono alle elezioni del 1996 promossero, nel settembre successivo, una marcia lungo il Po(Padus). Alla quale parteciparono decine di migliaia di persone.
Oggi il ministro delle riforme, Umberto Bossi, il senatùr, leader della Lega, risponde a Fini che la “Padania” esiste. “Ci sono grosso modo 10 milioni di persone(pirla), pronte a battersi( non con fucili padani, evocati nel 2007) per quel territorio, la Padania. La quale geograficamente non esite, come ha ricordato la Società geografica italiana. C’è soltanto la nostra Italia. La quale avrà problemi tra Nord e Sud, ma è la nostra Nazione. E dobbiamo esserne fieri.
La terra àthesis, al contrario della Padania, patria indefinita, è geograficamente ben definita e più ristretta, lungo l’Adige e tra i monti/ das Land an der Etsch und im Gebirge, con una propria “Heimat”, l’Alto Adige, provincia autonoma, appartenente all’Italia. I suoi abitanti di lingua tedesca, italiana, ladina e mistilingue(italo - tedesca o tedesco – italiana) aspirano a convivere con reciproco rispetto
I mistilingue in particolare agognano di essere ufficialmente riconosciuti come tali in una identità athesina, al di sopra della lingua e dall’etnia. E nelle ultime elezioni comunali hanno dimostrato, con coraggio, di saper”partire da soli”, sostenuti soltanto, nella loro lotta improba, dal cespuglio del Pdl(10%) del senatore Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri..
Athesis da associazione storico – culturale è diventata un movimento politico di innovatori, mistilingue, con a capo il suo animatore, Albergo Berger, che era stato il promotore della lista Benusssi Liste, la qual, sostenuta dal centrodestra in toto, era riuscita esprimere il Sindaco, ancorché del solo mese di maggio del 2005.
Nel solco e in coerenza con questa entusiasmante esperienza, il suo animatore, pur essendo consapevole che mancava l’appoggio dell’intero Pdl locale in continuo dissidio, per placare il quale si era offerto rinunciando a candidarsi, rendendosi conto anche che non possedeva lo charme di Ivan Benussi e che l’immagine gioca, di questi tempi, un ruolo e un’influenza sull’opinione pubblica per ottenere consenso, mosso dall’aspirazione di contribuire alla impostazione di un progetto ambizioso forse meno storico – culturale rispetto a quello dell’associazione, ma più tecnico, professionale, più
politico – sociale, a servizio della popolazione della città e del territorio, alla loro difesa sotto l’aspetto ambientale(aria, acqua, paesaggio), insieme con alcuni canditati, già della lista Benussi, decise di affrancarsi dal suo ruolo in ombra, pur essendosi attivato e allenato, quale esponente di Forza Italia, per il collegio senatoriale della Bassa Atesina, considerato però che il numero due non gli era più confacente, si è deciso, con i pochi convinti componenti la lista, a dedicarsi alla attuazione di questo progetto, a scrollarsi di dosso la muffa della immagine di conservatori e di stagnazione, insita nell’annosa amministrazione centrosinistra e Svp, e accingersi a un “cambiamento”, da molti sentito, ma purtroppo rassegnati a subire lo status quo.
Il tempo ristretto non ha, purtroppo, permesso ai componenti la Lista civica àthesis Buerger Liste di fare comprendere l’importanza della aggregazione degli abitanti ,, in particolare dei mistilingue Atesini, al fine di un sostanziale”cambiamento”, in prospettiva, nella amministrazione della res pubblica.
L’aspirazione rimane ancora quella di prender contatti con gli abitanti di questa terra àthesis, non soltanto on – line web(rete), ma anche personalmente, guardandosi negli occhi, ascoltandoli e cercando soluzioni ai loro problemi e alle loro esigenze, in una concezione federalista e di sussidiarietà(campagna e città), autonomista e territoriale, simile, si può dire, a quella della Lega, ma con una visione diversa nei rapporti con gli immigrati, di religione diversa, quale quella musulmana e diversa anche nelle ragioni prettamente elettorali.
“La Padania è talmente inesistente che a noi ha dato più voti che a tutti gli altri partiti” rileva Bossi. L’identità leghista pone il suo successo sul mito della Padania. La Lega, però, paradossalmente, governa a Roma(chiamata in passato ladrona), a stretto contatto con i poteri centrali dello Stato nazionale; usa un linguaggio rivoluzionario, ma è un attore politico normale e istituzionalizzato.
Athesis, al contrario, si propone, con impegno e orgoglio athesino, di comunicare e dialogare con persone di cultura e lingua diversa, in una terra athesis ben definita, non immaginaria.
E’ un mito? Che, in prospettiva, possa convertirsi in un notevole successo, duraturo, di modello europeo?
Renzo Segalla
renzo.segalla@virgilio.it