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Il tema dell’acqua, potabile

di Renzo Segalla – domenica 13/06/10

 

    “ L’ acqua bene di tutti”il quale deve rimanere in mano all’”Ente pubblico”: Così il sindaco nello spot della campagna elettorale.

     “L’acqua è di tutti”. Il consigliere comunale di Sinistra Ecologia e Libertà(Sel), Guido Margheri, ha presentato,  verso la fine del maggio scorso, una proposta di delibera di integrazione dello statuto comunale. Nella delibera si conferma” il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato”, il quale”è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità a tutti i cittadini”

    Il consigliere comunale del Partito di rifondazione comunista(Prc), Luigi Gallo, sabato 5 giugno, sotto il portico di Corso Libertà, stava raccogliendo le firme per il referendum che chiede con chiarezza il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua; sono necessarie 500 mila entro metà luglio. A fianco al tavolo spiccava il cartello con scritto:”Chiare, fresche et dolci acque “di petrarchesca memoria.

   “Io bevo l’acqua di Bolzano!/ Ich trinke Bozner Wasser!” si legge sui parchimetri gestiti dalla Seab, riportando la sagoma del bicchiere, a forma di clessidra allungata, di colore celeste chiaro, come quello riprodotto su magazine del Corriere della Sera del 18 ottobre 2009. In esso sono riportati test eseguiti dall’Università Bicocca in 36 città, tra cui Bolzano. Il prelievo è stato effettuato alla fontana pubblica di Piazza Walter; i valori misurati sono: pH=7; durezza= 18°F; nitrati=0; nitriti=0;

cloruri=0; solfati= inf 200 mg/l

   “Con l’acqua di Bolzano si può stare tranquilli!”  si legge nell’opuscolo della SEAB(Servizi Energia Ambiente Bolzano) Spa.

   “acqua oligominerale”(?)/Perché dunque comperare acqua minerale in bottiglia, se quella del rubinetto è altrettanto buona?

Analisi di acqua prelevata dal pozzo”Mazzini” il 28.01.2008: pH=7,5; durezza=16°F; nitrati(NO3)=9 mg/l inferiore al valore di legge 50 mg/l; nitriti(NO2)=0,02,(ossidazione in corso) inferire a v.L 0,50; cloruri=8 mgl, inferiore v. L. 250 mg/l; solfati(SO4)=24 mg/l, inferiore v.L. 250 mg/l.

ferro(Fe)= 50ug/l, inf. 200; nichel=1 ug/l, inf. 20; alluminio=1ug/l, inf..5; cromo=1ug/l , inf. 50;

cadmio=1 ug/l, inf.5; piombo=1 ug/l, inf.10; mercurio= 0,05 ug/l inf 1 ug/l; ammoniaca(NH3)=0,12 mg/l inferiore a v. L 0,5 mg/l(N.B.: acqua sospetta di inquinamento)(radici alberi o altri vegetali?)

Si vedano: Decreto del Presidente della Provincia di Bolzano 21 gennaio 2008, n. 6 e Regolamento di esecuzione alla legge provinciale del 18 giugno 2002, n. 8 recante”Disposizioni sulle acque” in materia di tutela delle acque..

 

“Liberalizziamo l’acqua”? pubblica, privata o mista? Il referendum la salverà?

Se ci si chiede se si vuole privatizzare l’acqua,  è naturale che la nostra unica risposta sbrigativa è”no”. Ma la privatizzazione è davvero all’ordine del giorno? L’Italia sta per vendere le sue fonti, il suo patrimonio idrico? Ciò non sta né in cielo né in terra.(ci mancherebbe altro!)              In Italia l’acqua rimarrà un bene pubblico

    Tutta l’acqua(sotterranea e superficiale) è per legge (D.legs 152/2006, art.144) e la proprietà è del demanio dello Stato( della Provincia di Trento e di Bolzano). Il suo prelievo dal sottosuolo o dai fiumi è subordinato ad autorizzazioni di autorità pubbliche. Gli acquedotti, reti e impianti, sono beni pubblici e inalienabili(art.133 del D.lgs 152/06 e art. 822 e 823 del Codice civile), non vendibili né privatizzabili.

   Pertanto: nessuno vuole e può”privatizzare” l’acqua, che, rimane, per legge, un bene di proprietà comune e non cedibile” E allora perché allarmarsi tanto contro il decreto del ministro Ronchi, fino a costituire un Comitato promotore dei tre referendum, sostenuti dal Forum Italiano Movimenti per l’Acqua – Fp Cgil Nazionale, il cui testo proposto è ricalcato nella proposta di deliberazione presentata da Guido Margheri?  A questo Forum fa parte anche il Comune di Bolzano Pd-Svp(da Sel ai Verdi e Prc e anche Psi e Svp) e il sindaco, Luigi Spagnolli, in campagna elettorale, ha attribuito la”privatizzazione” al centrodestra.

   A questo punto occorre cercare di chiarire il modo distorto e errato con cui si interpreta frettolosamente il decreto Ronchi. Il quale ha un obiettivo: far continuare a gestire i servizi idrici a chi li gestisce oggi; devono soltanto vendere una quota minoritaria dell’azienda; per il resto tutta cambia perché nulla cambi, di democristiana memoria.. Altro che privatizzazone dell’acqua!.

 

    La domanda puntuale da porsi è:”come” si fa ad assicurare la fruibilità a tutti di questo prezioso bene, secondo i principi dell’azione amministrativa di cui all’art.97 della Costituzione e all’art. 1, I comma della legge n.24i/199° delle tre”E”” efficienza, efficacia ed economia” e dell’art.1 del Testo Unico delle leggi regionali sull’ordinamento dei comuni( T.U.L.R.O.C.) – DPReg. 1° febbraio 2005 n. 3/L,?.

    Il decreto Ronchi e la gestione precedente in materia è semplicemente intervenire sulle”forme di gestione

   La riforma dei servizi idrici è stata introdotta dalla Legge Galli del 5 gennaio 1994, n. 36 – Disposizioni in materia di risorse idriche, in G.U. 19 gennaio 1994, Suppl. ord. n. 14.

   Essa è stata confermata dal Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152(Norme in materia ambientale)

 

    All’interno del Pd(Partito democratico) si è generato un dibattito:

 

La classe dirigente continua a mantenere ferma la  posizione sul modello di gestione, nato nel 1994 con la legge Galli e confermato dalla legge ambientale 2006: deve essere possibile per i comuni scegliere una gestione”industriale”, vale a dire anche privata o pubblico – privata;  sostiene, in sostanza, che questi referendum stroncherebbero il processo riformatore e regolatore timidamente iniziato dal governo Prodi. Con i referendum si torna indietro e si statalizza(provincializza in provincia di Trento e Bolzano) il servizio idrico facendolo diventare, si dice, come l’Alitalia, anzi tante piccole Alitalia territoriali, dove non migliora il servizio, ma si moltiplicano gli sprechi. Insomma un’attività”economica”, gestita con leggerezza del “tanto paga Pantalone”, in barba al cittadino. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha tentato in extremis di boicottare i referendum e invece di sostenere un disegno di legge proposto; darsi un tempo breve per ripristinare le reti dell’acquedotto del Paese che”lasciano sul campo”  circa il 40 per cento dell’acqua prelevata, di integrare i servizi idrici a quelli ambientali e energetiche, generando economie di scala(Ambiti territoriali ottimali(Ato)), di premiare le gestioni efficienti e dinamiche e di punire quelle scial-acquone e che restituiscono servizi di pessima qualità, di valorizzare le risorse che abbiamo, riducendo al minimo i costi per l’utenza. Propugnando così una politica riformista, la quale non può cedere al populismo e alla demagogia su un tema importante come questo; perché si rischia di raggiungere l’obiettivo contrario a quello che si pone

 

Ma la”base” del Pd disobbedisce. “I disobbedienti” del Pd dicono “sì” alla gestione dell’acqua pubblica. A questi si associa anche l’amministrazione comunale Pd – SVP.

Essi sostengono che il soggetto che gestisce il servizio è quello, che, in sostanza, ha il sapere e il potere per potere decidere le tariffe, investimenti, consumi. In pratica, secondo i disobbedienti, chi gestisce l’acqua ne è il padrone”.  E, quindi, ha il potere di piegare a una logica di profitto un servizio un sevizio che dovrebbe, per vocazione, perseguire interessi generali, di soddisfacimento dei bisogni dei cittadini. La via della privatizzazione passa dunque attraverso la consegna del servizio idrico a grandi soggetti monopolistici dominati da privati o da logiche finanziarie; ciò che è avvenuto negli ultimi 15 anni e si completerà definitivamente con il decreto Ronchi. Basti pensare alle multinazionali, quotate in borsa, come A2A di Brescia, Acea in Toscana, Publiacqua a Firenze,

 Acqualatina nel Lazio, nate e cresciute sotto la protezione dei Ds(Democratici di Sinistra)e altre quali Hera e Aps – Acegas   Esse gestiscono il servizio idrico per circa un quarto della popolazione italiana e hanno un fatturato di oltre 1.400 milioni di euro, corrispondente a oltre il 20% del totale del settore idrico.

    .

 

Nota: il decreto stabilisce solamente che le cose rimangano come sono e cioè che le tariffe le fissa il pubblico, così come gli investimenti, mentre i consumi li decidono gli utenti.

   Se si analizzano i dati si constata che dove c’è una gestione”industriale”, le tariffe, i costi per gli utenti, sono gli stessi, perché stabiliti dall’ente pubblico 

   Consta che in Italia su 114 società affidatarie soltanto 7 sono private, ma pur sempre regolate e controllate dai sindaci. Ai quali spetta, per legge, ogni decisione sulla tariffa.

   Si osserva che ripubblicizzare costa; si tratta di risarcire soci privati di minoranza, che nella sola Toscana, costerebbe circa 400 milioni di euro. Si cita Parigi, madre di tutte le ripubblicizzazioni; ma Parigi lo ha fatto a costo zero, a fine concessione, dopo un quarto di secolo, e dopo aver sottofirmato un fior di contratto con l’ex socio privato per la manutenzione degli impianti.

E poi siamo sicuri che il ritorno ovunque alla municipalizzate o alle gestioni speciali porti con sé quel pro di efficienza, di investimenti e inoltre bollette quasi gratis?

   Lo scandalo, semmai, è la legge Galli, certamente da modificare, la quale remuneri il servizio fino al 7% lordo? Ci sarebbe bisogno di un quadro normativo chiaro e stabile che metta fine alla continua incertezza, senza imporre soluzioni per decreto o a colpi di referendum

 

Che fare, nel caso specifico, della Seab Spa di Bolzano, gestione pubblica partecipata o della corrispondente Dolomiti Energia di Trento, nel cui organico peraltro, ha un competente e valente idro-geologo e un biologo per le analisi chimico – fisico – batteriologice dell’acqua? Cambiare natura giuridica da Spa a soggetto di diritto pubblico?. La gestione comunque deve essere trasparente e controllata dall’ente pubblico.

Per ulteriori notizie si consulti: http://www.athesis.bz.it/content.asp?contentid=2934 del 12 maggio.

 

Quanto sopra potrà essere oggetto di dibattito da parte dei partiti, associazioni e normali cittadini/e, valutandone, nel caso specifico, i pro e i contro, tenuto conto della situazione attuale, di questi tempi di crisi, al fine di fornire un contributo ai sensi e per gli effetti dell’art. 118 della Costituzione, così come modificata con la Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.

 

Renzo Segalla

renzo.segalla@virgilio.it

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