Dal quaderno dei POPOLARI-LIBERALI per il PdL –
di Carlo Giovanardi e Pier Luigi Pollini
dal nr. 47 al 60
a cura di Carlo/Karl Berger – mercoledi 3 febbraio 2010
invita alla lettura delle
100 tesi per il PDL
Contributo dei POPOLARI LIBERALI II. parte – dal n. 47 al 60
VII. Il PdL:l'economia sociale di mercato e un nuovo Welfare /parte I*
47. Vogliamo dare speranze al nostro Paese con una nuova politica economica basata sull'economia sociale di mercato ecologicamente compatibile che riduca le tasse, renda più flessibile il mercato del lavoro, crei le grandi infrastrutture che guidano lo sviluppo, riduca il peso della burocrazia, crei un ambiente favorevole alla voglia di impresa, dia a tutti il sentimento di una prospettiva di crescita e di futuro.
48. Vincente è solo un progetto economico e una nuova politica industriale capace di difendere !'identità nazionale dentro il processo di globalizzazione e nell'era della webeconomy e dell'e-government e non prescindendo da esso. Dobbiamo produrre un maggior numero di brevetti ed avere un maggior numero di prodotti basati sulla nostra ricerca scientifica.
49. Occorre sostenere fortemente la piccola e media impresa, vera spina dorsale del Paese, gli artigiani, i commercianti ed i coltivatori diretti, che hanno bisogno di una economia sociale di mercato, nonché potenziare il settore straordinario del turismo, vera "economia di riserva" del nostro paese.
50. Dobbiamo rendere più flessibili i nostri sistemi di lavoro e non possiamo costringere le aziende a ritardare i processi di ristrutturazione per difendere posti di lavoro che non hanno più alcun senso economico
Invece di ostinarci nella difesa impossibile di posti di lavoro ormai inevitabilmente obsoleti dobbiamo concentrarci sulla difesa del lavoratore che ha perso il posto di lavoro. In altre parole: non possiamo mettere ·la solidarietà a favore del lavoratore che perde il posto di lavoro interamente a carico dell'impresa che ha bisogno di ristrutturare.
51. E' allora necessario garantire al lavoratore un reddito adeguato nel periodo di disoccupazione, legato alla frequenza di corsi di formazione orientati che gli permettano di riqualificarsi recuperando per quanto possibile la sua professionalità precedente ed orientandosi verso i nuovi mestieri e le nuove opportunità offerte dal mercato
Ecco il perché è così importante quella flessibilità che oggi viene invocata ad ogni piè sospinto come la chiave della competitività del nostro sistema
52. La globalizzazione inarrestabile comporta problemi seri per i poveri dei paesi ricchi. Le produzioni a contenuto tecnologico più povero ed a minore valore aggiunto si spostano dai paesi ricchi ai paesi poveri. I lavoratori meno qualificati dei paesi ricchi perdono il posto di lavoro. Bisogna governare il processo creando milioni di posti di lavoro nuovi in settori non esposti alla concorrenza dei paesi emergenti, posti di lavoro ad alto contenuto tecnologico o posti di lavoro nei servizi o nel turismo
53. Nel lungo periodo, naturalmente, ci si avvierà ad una certa parificazione dei salari nei paesi ricchi e nei paesi poveri, ma per una intera generazione noi dobbiamo mantenere una certa superiorità tecnologica se vogliamo pagare ai nostri giovani salari che consentano loro di mantenere un tenore di vita che noi consideriamo accettabile.
54. NelI' epoca della crisi della globalizzazione la difesa dell'uomo non coincide allora con la difesa del posto di lavoro fisso: bisogna passare dalla tutela del posto di lavoro alla tutela del lavoratore, implementando gli ammortizzatori sociali e questa tutela deve essere sufficientemente flessibile ed intelligente per accompagnare il lavoratore da un posto di lavoro ad un altro.
55. D'altra parte la persona ha un originario bisogno di sicurezza. Le reti di sicurezza di domani non potranno essere tutte concentrate nelle mani dello stato. Esse saranno tanto più efficaci quanto più saranno decentrate e rese vicine all'utente. La solidarietà della fase nuova che stiamo vivendo deve essere una solidarietà mobile, non statica. E deve essere una solidarietà che lavora insieme al mercato e non contro di esso
La chiave per coniugare in modo creativo mercato e solidarietà è il principio di sussidiarietà.
56. La competizione globale fra i diversi paesi per attrarre investimenti e posti di lavoro sul proprio territorio diventa anche inevitabilmente competizione fiscale.
Scopo della tassazione è ridistribuire il reddito secondo modelli egualitaristici o favorire una abbondanza di posti di lavoro ed occasioni di guadagno per i lavoratori?
Se il nostro obiettivo è una società egualitaria avremo tasse elevate e meno posti di lavoro, se privilegeremo il secondo avremo una società prospera e solidale. .
57. I tempi sono cambiati ma le finalità ed i valori restano gli stessi: difendere la persona umana, impedire che essa si riduca ad essere solo un ingranaggio del mercato o, peggio, che venga dilaniata dai meccanismi di mercato. Con i tempi devono però cambiare anche gli strumenti ed i meccanismi politici attraverso i quali i valori vengono realizzati.
58. Il PDL dovrà sempre più impegnarsi per rilanciare politiche sociali coraggiose a sostegno di chi è nel bisogno per dargli la possibilità di partecipare ad una società più prospera e più libera. Non vi è contraddizione fra sviluppo e solidarietà. Non è possibile finanziare le nuove e coraggiose politiche di solidarietà già presenti nell'azione di governo se non si rimette in movimento il meccanismo dello sviluppo e della produzione di ricchezza. Questa è la condizione prima se vogliamo dare agli italiani pensioni migliori, migliore assistenza sanitaria, più sostegno agli umili e agli emarginati. Crediamo che in questo campo, per gestire meglio le risorse e per dare un servizio migliore, sia decisivo il ruolo del cosiddetto Terzo settore, del mercato sociale e del volontariato.
59. Il mercato libero, però, come presuppone la libertà, così presuppone un soggetto umano libero, capace di progettare il futuro, capace di controllare le sue passioni e quindi di sacrificare il godimento presente, capace insomma di investire energia, tempo, beni e riaparmi in un progetto volto a garantire il futuro.
60. Quanto più crollano le strutture familiari sotto il peso dell'edonismo consumistico, tanto più si riduce anche la capacità di produrre uomini che sanno assumere queste responsabili. Detto in atri termini, il problema del relativismo etico-culturale è oggi il problema della famiglia, è il problema della dissoluzione della famiglia come luogo primario di formazione dell'identità .
Il capitolo VII -parte II - prosegue dal n. 60 al n. 74
Carlo/Karl Berger - laboratorio Athesis – ca.berger@libero,it