Arnold Tribus - Scuola etnica, ovvero "Scegli la scuola italiana" - editoriale dalla Tageszeitung del 20/01/2010
a cura di Carlo/Karl Berger – mercoledì 26/01/10
Martedì, 26 gennaio 2010
Scuola etnica / Ethnische Schule
ovvero “Scegli la scuola di lingua italiana”.
In Südtirol la scuola è considerata alla stregua di una vacca sacra. “Via le mani dalla scuola tedesca” diceva già il buon consigliere provinciale Zelger, entrato nella storia come l’assessore del “quanto più chiaramente ci dividiamo, tanto meglio ci comprendiamo”.
In tutta la repubblica, e non solo, la frase fu interpretata non esclusivamente a dimostrazione che nel Südtirol è in atto una assai pesante politica di separazione, confinante con l’appartheid, perché il sistema dal vertice alla base posa su comunità divise: qui i tedeschi, lì gli italiani; scuole tedesche, scuole italiane, corsi di musica italiani, biblioteca italiana, biblioteca tedesca, asilo tedesco, asilo italiano, santa messa tedesca, santa messa italiana, centro giovanile italiano, centro giovanile tedesco, commercianti tedeschi, commercianti italiani; (solo gli industriali sono trans-etnici); appartamenti tedeschi, appartamenti italiani, artisti tedeschi, artisti italiani, cori tedeschi, cori italiani … e si potrebbe proseguire a piacimento per approdare da noi: giornale tedesco, giornale italiano.
Per la verità negli ultimi anni la società “sudtirolese” s’è fatta più trasparente, è rimasta, tuttavia, a doppio binario. È positivo che sempre più “sudtirolesi” di lingua italiana, siano padroni della lingua tedesca e in grado, quindi, di evadere dal ghetto puramente italiano che - notoriamente - dalla parte italiana è più forte e duro di quello tedesco,.
Questo, a sua volta, va attributo al fatto che, la conoscenza della lingua italiana da parte tedesca, pur tendendo a ridursi, è tale che quasi ogni Südtiroler tedesco è in grado di esprimersi in lingua italiana, il che invece non si può affermare inversamente.
Malgrado ogni opinione sul precoce apprendimento della seconda lingua, nonostante la richiesta - più forte che mai - di scuole miste, le due società separate sono più compatte che mai. Le sperimentazioni di una scuola bilingue offerte dalla scuola italiana non hanno incontrato il favore atteso.
Al livello degli asili i genitori italiani si sono semplicemente arrangiati: iscrivono i loro bambini in un asilo tedesco; inversamente questo non è ancora di moda. A prescindere da una ristretta Elite, la maggior parte degli italiani prosegue sulla strada del monolinguismo e non la smette di farne responsabile i tedeschi: la SVP quella malvagia!
“Non è necessario imparare la lingua tedesca: si può benissimo vivere anche senza di essa”: invece è l’inglese che rimuove il tedesco. Anche molti enti tedeschi hanno eliminato il bilinguismo ufficiale, sostituendolo con l’inglese. È già assai raro che esposizioni, concerti, manifestazioni ed eventi di ogni tipo siano resi noto in lingua italiana e tedesca contemporaneamente. Non durerà più a lungo che l’inglese sostituirà lo statutario bilinguismo tedesco-italiano (ladino).
Sul versante della scuola tedesca non esiste il pericolo che i genitori iscrivano i loro figlioletti in una scuola italiana, a prescindere da qualche eccezione. Il che, invece, avviene sul versante italiano.
Solo così io riesco a rendermi conto perché il partito di centro-destra del Popolo della liberta, PdL, in questo momento stia attuando campagna di manifesti murali per invitare i genitori italiani ad iscrivere i loro bimbi nelle scuole italiane: “Scegli la scuola di lingua italiana”. Tre buoni argomenti sono all’uomo indicati: identità, comunità, futuro.
Sfugge alla mia conoscenza se l’invito sia rivolto anche ai genitori extracomunitari. In realtà quasi tutti gli immigrati si riversano dalla parte italiana, aumentando la sua forza numerica Contemporaneamente il gruppo linguistico italiano ha da combattere, specialmente nel contado, contro una forte assimilazione.
In verità anche noi saremmo dovuto essere assimilati: ora tocca a loro.
Arnold Tribus