Lettera aperta al Sindaco, agli assessori e ai consiglieri comunali
di Renzo Segalla – venerdì 22/01/10
Il comitato”Salviamo la stazione” nell’incontro di mercoledì 20 gennaio, ha esaminato la situazione attuale in relazione al bando di concorso dell’area(le) ferroviario e con riferimento al piano di mobilità e al masterplan. Il quale dovrebbe essere un piano generale: è emerso da un primo esame del quaderno 3. sintesi non tecnica del rapporto ambientale una immagine di Bolzano allettante”parco fluviale in un unico grande sistema lineare continuo di verde e di servizi capace di unificare la città, un asse forte della qualità urbana che collega la città con le sue pendici e con il suo intorno agrario” Una specie di paradiso terreste. A chi non piacerebbe?. Ripensare la città come testi da leggere, capaci di affascinare con “rendering” panoramici, volti a soluzioni di eccellenza urbanistica e ambientale e a una edificazione virtuosa, sulla sponda sinistra dell’Isarco. Un documento”propedeutico” una premessa al piano urbanistico comunale? O piuttosto un piano di” arredo urbano”, di tocco finale, di facciata? L’idea che il virtuale e l’immaginario siano mezzi più sussistenti del reale è inverosimile. Si è della convinzione che occorra smarcarsi da quei professionisti per i quali l’architettura –urbanistica nasce da una visione e che occorra, invece, eseguire soltanto ciò che è possibile attuare, in un contesto pragmatico costruttivo. Agli studi che possono rischiare un tipo di astrattezza, di dare all’immaginario un peso che ancora non ha( tipo ferroplan, spostamento della stazione ferroviaria e del fascio – binari, o tipo masterplan che pone come premessa lo spostamento del viadotto autostradale e dell’arginale) si preferisce opporre l’adesione, non virtuale, ma programmatica e operativa, al mondo della tecnica dell’”arte del fare”
Attinenti all’organizzazione interna alle varie zone e alle infrastrutture inadeguate, inerenti alla mobilità ferroviaria e stradale al fine di salvare la città – capoluogo i dintorni(Comuni limitrofi) dall’aggressione del traffico e dall’inquinamento atmosferico.
Nel caso specifico promuovere un piano per un circuito integrato dei trasporti che fa capo alla stazione ferroviaria, da salvaguardare, rinnovandola, beninteso, alle esigenze moderne. Da lì potrebbe, infatti, partire lo sviluppo di una rete integrata dei trasporti provinciale, iniziando dalla valorizzazione della rete ferroviaria(Bolzano – Merano- Malles) con frequenze ogni 20 minuti.
Si tratta, per rendere ciò possibile, di attuare un terzo binario, il cui progetto è previsto nel Piano Provinciale dei Trasporti, della lunghezza di circa 1.200 metri, di cui 450 metri in galleria sotto il Virgolo, ove è stato già costruito, a cura e spese della RFI un “preforo”(foro pilota) per tutta la lunghezza del tunnel. Questo terzo binario indipendente, che verrebbe attuato, quasi tutto su terreno FS/RFI, sarebbe destinato al trasporto locale per i quartieri Firmian, Casanova, Ponte Adige e il Burgraviato e per la Bassa Atesina(Laives, Bronzolo, Ora, Egna, Salorno).
Con l’eventuale integrazione del tram, almeno da ponte Adige a Caldaro si potrebbe avere minor afflusso di auto(pendolari) invadenti su Bolzano
Consta che sta per essere indetto il bando di concorso di idee per l’utilizzazione dell’areale ferroviario, in vista, delle dismissione, entro dieci anni, di aree ferroviarie: si raccomando che nelle clausole vi sia il vincolo del “non” spostamento di circa 500 m del fascio –binari attuale..
Il nostro comitato, che ha raccolto oltre 10mila firme di persone, contro lo spostamento del fascio-binari( ognuno dei quasi sette mila pendolari che ogni giorno dovrebbe percorrere un chilometro in più con spreco di tempo e di denaro), si occupa della tutela dell’ambiente e della qualità della vita e opera per una fattiva collaborazione, ai sensi dell’art. 118, ultimo comma, della Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, per il quale”cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”possono attivarsi e sono da favorire; non intendendo con ciò sostituirsi all’attività amministrativa, bensì di intervenire, per quanto possibile, a sussidio della stessa, pronta anche a collaborare nell’elaborazione del Puc in base alla Legge provinciale 11 agosto 1997, n. 13 e successive modificazioni e integrazioni.
Renzo Segalla ITALIA NOSTRA sez.Bolzano