Andreas Hofer e L'INSURREZIONE DEL TIROLO NEL 1809 in un testo del 1875 del gesuita francese P.C. Clair - parte IV/2
a cura di Carlo/Karl Berger – martedi 19/10/2010
Clair P.C. - Andrea Hofer e l'insurrezione del Tirolo nel 1809. Roma )
traduzione del testo originale del 1875 del Gesuita francese
(già diffuso, in omaggio, dall’Assessorato all’Istruzione e Cultura in italiano in un quaderno del titolo “Andreas Hofer – la Sollevazione del Tirolo nel 1809: i fatti, le cause, i giudizi “
IV/2 parte
La persecuzione nel Tirolo
Parte IV/2 – Imprese del Sig. De Hofstetten. Gli imbarazzi dei Persecutori
Eravi non molto lungi dalla parrocchia di S. Leonardo un vicario o cooperatore del parroco chiamato Hermater, il quale era molto favorito dal Sig. di Hofstetten; ma odiato universalmente da tutti quei paesani, perchè seguendo l'esempio del clero delle diocesi di Trento, erasi dato al partito bavarese, nel mentre. che tutti gli altri preti della valle, e sopratuttp i religiosi, erano rimasti fedeli a Mgr. di Buol.
Costui ebbe dei colloqui assai confidenziali col Commissario, ed in essi gli designò il P.Magno Prieth, religioso benedettino che godeva grande stima in tutto il paese,. come il vero colpevole di tutto ciò che avveniva nel Tirolo.
Ciononostante, gli agenti di polizia e gli sbirri, che il Commissario generale strascinava sempre appresso di se, furono molto occupati in tutto quel santo giorno. L'intruso Hermeter aveva accusati come colpevoli non pochi abitanti di S. Martino, i quali furono tutti, senza forma alcuna di processo, incarcerati battuti con verghe e rinchiusi dentro una stalla.
Ìl popolo in tutto questo frattempo, rimase tranquillo, e le vittime si lasciarono prendere a strascinare dovunque si volle senza opporre neppur la minima resistenza.
Nel giorno seguente·i sbirri conducendo· seco tre dei prigionieri partirono da Merano fra le maledizioni del popolo. Il Curato fu guardato a ·vista nella sua stanza da un picchetto di soldati, fino a tantochè i benedettini non furono dopo alcuni giorni (9 Agosto) cacciati nello stesso tempo e dal loro manastero di Marienberg e dalla parrocchia di S. Martino, che essi avevano amministrata per seicento anni.
I Cappuccini di Merano, di Schlauders edi Mals ebbero la stessa sorte; ed ecco con quale onesto espediente il Sig. Hofstetten poté intentar loro un processo.
Nella vigilia della festa della Porziuncola inviò in sul cader della notte alcurii soldati travestiti da donna a confessarsi nella Chiesa del convento di Merano, ed ordinò loro' che si scegliessero fra gli altri per loro confessori i PP. Pellegrino ed Eusebio, i quali erano in età molto avanzata. I due buoni vecchi nell' ascoltar che facevano i singhiozzi di quelle false penitenti ed i loro lamenti sulla persecuzione della Chiesa, cercarono di: consolarle insegnando loro a trarre un qualche profitto per le loro anime dai mali, che dovevano sopportare. Queste loro parole, commentate ed aggiustate con una fina ipocrisia, bastarono all' austero magistrato per decretare contro tutti i padri la sentenza, che andò egli stesso a far eseguire in Merano. Nella notte adunque del 15 Agosto si mette alla testa di una banda di soldati e viene a suonare egli stesso alla porta del convento col pretesto di domandare un confessore per la moglie moribonda di un' ufficiale.
Essendosi il portinaio affrettato ad aprirgli, i soldati si scagliarono tosto nella casa, come in una fortezza presa di assalto, e ne cacciarono i pii abitatori dopo di averli crudelmente maltrattati. Nella notte medesima i suoi uffiziali compirono per suo ·ordine l' istessa impresa nei due conventi di Sclauders e di Mals.
Segue
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