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Elena D’Alessio: "Il bilinguismo in Alto Adige" parte I. - Introduzione
a cura di Carlo/Karl Berger – sabato 16/10/10

 

Il Bilinguismo in Alto Adige/Südtirol

PARTE I

 

Con il cortese consenso dell’autrice abbiamo il piacere di sottoporre all’attenzione dei nostri lettori la prima parte di un interessante studio sul “Bilinguismo in Alto Adige/Südtirol“, capitolo terzo della tesi di laurea in sociolinguistica di Elena D’Alessio / Università di Bologna, redatta dopo intensi contatti col mondo altoatesino/sud-tirolese (anche con il ”Laboratoio Athesis”) e la consultazione dei media locali (es. Dolomiten).

Stiamo pubblicando il lavoro a puntate ma, data la notevole estensione del prezioso lavoro, vorremmo pregare gli interessati di seguire con attenzione anche i primi stralci (propedeutici) dello studio della D’Alessio che costituiscono evidentemente la necessaria premessa-introduzione per la comprensione delle assai importanti conclusioni.

 
Capitolo terzo

3. Il Bilinguismo in Alto Adige/Südtirol

            Nel precedente capitolo si sono discussi per linee generali i principali punti di analisi nelle indagini sui repertori plurilingui; nel presente capitolo si introduce il reale campo d'indagine della tesi, la comunità linguistica altoatesina, e si tenta di esporre i maggiori fattori di interesse nell'analisi su di una comunità linguistica complessa, estremamente eterogenea, nella quale coesistono tre gruppi etnico-linguistici, due dei quali, quello germanofono e quello ladino sono minoranze linguistiche: aspetto, il contesto minoritario, nel quale convergono notevoli fattori di anali imprescindibili.

            Il presente lavoro, però, non include l'analisi della comunità ladina: essendo il contesto urbano, il fulcro della convivenza interculturale e delle relazioni interlinguistiche verranno trattati esclusivamente il gruppo tedescofono e il gruppo italofono, le relazioni tra essi e i loro rispettivi repertori linguistici.       Sebbene l'analisi dei repertori linguistici, condotta secondo una prospettiva sociale, occupi la parte finale del capitolo, l'elemento lingua, o meglio la Kultursprache, ricorre più volte all'interno dei paragrafi, essendo argomento che primeggia nei dibattiti e nella vita quotidiana delle comunità.

            La letteratura sociolinguistica ha più volte definito la situazione in Alto Adige come bilinguismo bi comunitario (Mioni 1982): caso in cui "pochi parlanti dell'entità interessata sono veramente bilingui, e la comunità è divisa in due sotto-comunità tendenzialmente separate, ciascuna con l'uso (pressoché) esclusivo di una delle due lingue al suo interno (e l'impiego eventuale dell'altra nei rapporti con l'altra sotto-comunità)" (Berruto 2002a: 251).

            Volendo ricondurre l'aggregato parlante in Alto Adige alla definizione di comunità linguistica si possono indubbiamente rintracciare tra i parametri costituenti la comunanza di stanziamento entro un determinato territorio, che equivale all'area dell'Alto Adige/Südtirol, un'aggregazione sociopolitica, che gode anche di una valenza identitaria, e un senso di appartenenza ad essa come terra natia, molto marcato nella comunità di minoranza, di recente formazione presso quella di maggioranza; mentre non risultano comuni accessibili alla totalità della popolazione, ma estremamente relativi a caratteristiche socio­demografiche, i criteri quali la condivisione di almeno una varietà di lingua, la conoscenza di norme linguistiche, la presenza di interazioni effettive fra i membri e atteggiamenti comuni verso le lingue.

            Si suole, pertanto, definire la comunità linguistica altoatesina come una comunità complessa e disomogenea, nella quale vivono tre sotto-comunità, o gruppi etnico-linguistici, quello italofono, quello germanofono e quello ladino, ognuno dei quali presenta una madrelingua differente, un proprio repertorio linguistico, una storia precedente alla co-esistenza, specifici criteri di aggregazione e identificazione, atteggiamenti divergenti verso le lingue proprie e altrui e verso i gruppi ivi coesistenti.

            I tre sotto gruppi principali mostrano sul territorio altoatesino presenze percentuali differenti a seconda dei luoghi e dei contesti di stanziamento: gli oltre due terzi degli abitanti sono di madrelingua tedesca (69,15%); il gruppo ladino pari al 4,37% del totale abita soprattutto le valli dolomitiche della Val Gardena e della Val Badia; il gruppo italofono, circa il 26,47%, raggiunge la maggioranza nei centri urbani (a Bolzano è pari al 70%).

            La politica-linguistica ha agito in Alto Adige mirando al mantenimento e alla tutela delle minoranze: il cosiddetto "separatismo linguistico" avrebbe permesso il raggiungimento della pace sociale e avrebbe, altresì, creato un sistema sociale nel quale sviluppare e separare tre differenti realtà culturali, tendenzialmente opposte, tre gruppi etnici, tre lingue, tre scuole, tre forze politiche. Uua realtà, quella altoatesina, dove il legame tra lingua e identità sancisce i confini del "gruppo" etnico, che costituisce ad oggi quasi una forma mentis.

            Accanto ai tre diversi gruppi linguistici o sotto-comunità vi sono poi categorie speciali come i bilingui (o i mistilingue) che presentano una situazione linguistica totalmente differente (cfr. 4.) ) o le nuove minoranze di immigrazione, che hanno un ruolo fondamentale nell'attuale panorama politico e socio-culturale della comunità.

 

 

Carlo/Karl Berger - laboratorio Athesis. ca.berger@libero.it
 
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