Caro Gilberto Giottoli: si lavori da subito, condivido
di Alberto Berger – sabato 26/04/08
Condivido la necessità di un superamento dell’attuale stallo in Fi, attraverso l’avvio di un lavoro che guardi al futuro, più che recriminare il passato.
E’ ora che iniziamo di nuovo a stare tra la gente, ad organizzare incontri, dove con apertura ci si confronti, ci si confronti dialetticamente, anche con animosità, tipica del mondo della politica anche nei salotti di casa, ma con il rispetto delle diverse opinioni, specialmente laddove, come oggi è nel nostro orizzonte, si parte da importanti, anche se prevedibili “rivoluzioni”, sia nello scenario nazionale, ma ancor più in quello locale.
Le ultime elezioni politiche ci hanno dato molti spunti su cui riflettere, non solo in FI, ma anche nel PDL, così come nel partito di raccolta SVP.
Un assetto politico quindi da “aggiustare”, un’orchestra da ricostruire, strumenti e voci da intonare e tutto ciò richiede la forza del pensiero e la forza dell’azione.
Vorrei che si riuscisse a mantenere i nostri “cromosomi” politici, il carattere, la tenacia, ma non tanto per “rivendicare” posizioni interne al partito o al nuovo PDL, ma per lanciare i nostri nuovi progetti o per riprendere i progetti esistenti. Progetti politici, ovviamente, come Athesis ad esempio.
E’ necessario a mio avviso che ancora per un po’ lavoriamo all’interno del nostro gruppo di FI, che dobbiamo “caricare” di quel comune entusiasmo di “squadra”, ma senza “fazioni” interne, quelle fazioni nate attorno alle vicende che tu chiami “litigiosità interna”, recente o passata, a Bolzano, a Merano, a Laives, per toccare alcune punte più recenti.
Litigiosità normale, se confronto onesto e costruttivo, anormale se server per "dividere".
Certamente ciò non ha giovato, perché ben altra cosa è il diverso “carattere politico”, come colore nella dialettica interna di un partito, dalle porte che si chiudono “davanti” o “dietro” le persone.
E’ stato recentemente tutto un “autospendere” o “autosospendersi” ed alla fine ci ha pensato Roma, ma anche gli elettori, a “darci un taglio”. E non abbiamo più bisogno di Roma, dobbiamo ritrovarci qui, in loco.
Ma il tema non è tutto qui, tutto all’interno di FI, non è tutto conseguenza di “nostri mali”, ma vi è stato anche qualcosa di stravolgente e diverso, con una genesi “esterna” al nostro agire e pensare locale.
Molto ha giocato la lotta a Roma per sfiancare il governo Prodi e la corsa al toto deputati e senatori, che ha coinvolto anche i nostri rappresentanti della SVP e non solo loro.
Facile gioco il pensare che forse con minor fatica, fosse possibile “conquistarsi” le grazie della SVP, attraverso un morbido “ammiccare”, quale preludio di un morbido futuro governare nella nostra terra.
In questo percorso ci si sono “tuffati” gli idealisti puri della collaborazione, coloro che sostengono che sia meglio “collaborare” per “esserci”, ma anche coloro che “salendo sul carro” in arrivo, hanno cercato di anticipare, scommettendo, anche un proprio vantaggio, sia nello scenario politico generale, che in quello specifico interno al partito.
Ma anche qui dobbiamo uscire dalla tentazione di “scendere nello stadio” per combattere la partita, prima di non aver ancora formato ed allenato la squadra. E comunque non una partita "tra di noi", l'uno contro l'altro, ma eventualmente a fianco di altre squadre del Pdl, ma comunque con l'orgoglio delle nostre "punte", quidi forza, ma anche strategia, pensiero e progetti, dialettica ed immagine.
Ed è chiaro a tutti, che le nuove leve, non si potranno solo confrontare per il proprio entusiasmo, ma si troveranno di fronte alle regole dell’anzianità, che non sempre vuol dire competenza e preparazione.
Vi è però sempre una valida regola, che seleziona poi da sola: iniziamo un sereno allenamento, anche con spettatori esterni, i fans o i curiosi e lasciamo che emergano più gli entusiasmi che i “musi lunghi”, con quello spirito “sportivo” che dobbiamo ritrovare come nostro orgoglio comune.
Alberto Berger